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Storia di Villa zina

orse in una zona dedita, all’ora, prevalentemente all’agricoltura, nell'immediata vicinanza al «Baglio Messina» appartenente all'omonima famiglia e la vicinanza con le proprietà terriere dei costruttori e con l'adiacente via comunale carrozzabile, ne hanno determinato la localizzazione. Attorno ai due Bagli (Messina e Villa Zina) è sorto un piccolo borgo rurale.Sorta nel  XIX sec. (1885-1896) fu destinata fin da subito ad abitazione e magazzini agricoli, infatti a differenza del Baglio, la Villa aveva un tocco di nobiltà in più essendo stata creata per ospitare il feudatario.
La tipologia edilizia è regolare con pianta ad “U” e coperture a due falde, ossatura lignea su capriate lignee, mattoni di terracotta e coppi. I Solai sono in legno e mattoni di terracotta, mentre le scale sono in pietra a tre rampe collegate a sbalzo sulla muratura. Lepareti esetrne sono realizzate in conci di tufo, provenienti dalle cave di Purgatorio, a faccia vista, mentre i pavimenti sono in mattoni di ceramica smaltata.
Villa Zina, è prospiciente, per il lato principale, su una strada comunale che si allaccia a 350 mt, con la provinciale Custonaci - San Vito lo Capo.
Dalla comunale via Baglio Messina, si accede alla corte interna del Baglio chiusa sulla strada una cancellata in ferro. La corte, di forma quadrangolare e pavimentata in lastre di pietra (balatatu), era contornata da tre corpi edifici costruiti in conci di tufo.
Il corpo centrale, il primo ad essere stato realizzato, fu adibito ad abitazione sviluppandosi su due elevazioni, di cui il piano terra, presentava locali attrezzati per la vita domestica e piccoli magazzini agricoli.
Centralmente a questo corpo edilizio si apre l'ingresso principale, con un arco in conci di tufo, dal quale si accede direttamente alla scala interna, che conduce al primo piano dove sono ubicate le stanze padronali, oggi suite dell’albergo.
L'architettura di questo piano nobile si differenzia dalla restante parte del Baglio, per le finestre più ampie, un balcone centrale che si affaccia sulla corte, avente un'inferriata con decorazioni in ferro battuto, un interpiano più elevato, rifiniture interne più curate.
Ad una sola elevazione, il corpo edilizio a nord, che attaccato con quello centrale forma una L, ospita il palmento utilizzato come fienile, ed una stalla con mangiatoia ìn legno che è collegata, attraverso un'apertura sul prospetto nord, con un recinto a cielo aperto, esterno al Baglìo.
La parte di questo corpo edilizio addossata alla abitazione, è costituita di tre vani adibiti a fienile e deposito derrate. Il corpo edilizio a sud è leggermente staccato dall'abitazione per permettere il passaggio nello spazio esterno retrostante il Baglio.
Questo edificio, ad una sola elevazione, è diviso in due parti costituenti le originarie stalle, oggi adibite a ricovero attrezzi e locali masseria.

dal libro di Giuseppe Bica "I beni culturali e ambientali della Riviera dei Marmi".